logo

DNS leak: problemi di sicurezza

Un altro problema di sicurezza  e privacy da non sottovalutare nelle connessioni, anche in quelle realizzate tramite VPN, è il DNS leak.

Dns leak

Ovvero la richiesta che dal personal computer viene inoltrata al server DNS del nostro ISP (per convertire il nome del dominio in un indirizzo IP), è inviata al di fuori del tunnel  VPN, pertanto non protetta e rintracciabile (a tale proposito rimando all’articolo su DNSCrypt).

Sul sito http://dnsleak.com è possibile eseguire un DNS leak test per verificare il proprio DNS (un sito alternativo è https://www.dnsleaktest.com).

Utilizzando la connessione VPN di TunnelBear  il risultato è il seguente:

DNS no leak

Disattivando la connessione:

DNS leak

Aggiornamento BB10 per Google Play Store APK

Riporto di seguito i links per scaricare le APK aggiornate per installare Google Play Store su BlackBerry BB10:

Google Account Manager 4.3.2 [rilasciato il  18 marzo  2015]:
http://bit.ly/1IkOsiv
Blackberry Google ID 2.1.1 [rilasciato il 2 giugno 2015]:
http://bit.ly/1RHkojp
Google Play Store 5.7.6 [rilasciato l’8 giugno  2015]
http://bit.ly/1dMJbDg

La procedura per l’installazione:

Step 1

  • Installare Google Login
  • Installare Blackberry Google ID
  • Installare Google Play Store

Step 2

  • Lanciare Google Play Store, eseguire il login quanto richiesto con il proprio account Gmail.
  • Chiudere il login ed il Play Store
  • Lanciare Blackberry Google ID e loggarsi con il proprio account  Gmail (la connessione WiFi deve essere attiva)

L’upgrade del MAC: SSD OWC e RAM

Tempi di avvio del Mac superiori al minuto, problemi nello spegnimento con rotella fissa per ore mi hanno convinto a procedere ad un upgrade del mio macbook pro mid 2009 con installato IOS Yosemite 10.10.4 , HD SATA 500 GB e 4 Gb di RAM.

Il primo problema affrontato è stata la compatibilità delle unità a stato solido SSD fornite da terze parti, ovvero non native con il mac, ed il comando TRIM introdotto da Apple che ha la funzione di non far perdere prestazioni alla SSD a seguito del loro utilizzo.

Il comando TRIM è abilitato di default solo sugli SSD installati da Apple ma per fortuna con  la versione 10.10.4 di Yosemite apple ha aggiunto il supporto TRIM anche per le unità a stato solido (SSD) di terze parti.

Sebbene il problema sia stato pertanto superato con le ultime versioni di Yosemite, ho preferito andare sul sicuro e scegliere una SSD modello Mercury Electra 3G prodotta da OWC, acquistata sul sito di Buydifferent insieme ad un banco di 4 Gb di RAM SODDR3, per portare il mac ad un totale di 8 Gb.

Per l’installazione di Yosemite ho deciso di procedere con una installazione tramite una SD da 8 GB:

– con UtilityDisco formattare la SD in MacOS esteso (HSF+);

– scaricare da Apple store Yosemite;

– senza far partire la procedura guidata per l’installazione, aprire il terminale e digitare :

sudo /Applications/Install\ OS\ X\ Yosemite.app/Contents/Resources/createinstallmedia –volume /Volumes/Untitled –applicationpath /Applications/Install\ OS\ X\ Yosemite.app

(sostituite Untitled con il nome della vostra SD o Chiavetta USB)

Una volta installato il nuovo OSX per attivare la funzione trim sulla SSD è sufficiente aprire il terminale e digitare:

sudo trimforce enable

Le prestazioni raggiunte sono le seguenti:

– Avvio del MAC, con filefault attivato: 20 secondi;

– Avvio di WINDOWS 7, installato con bootcamp su una partizione della SSD: 25 secondi.

Le prestazioni raggiunte si commentano da sole.